La Città "Pensata"

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CERRETO SANNITA, Città della Ceramica - Città di Fondazione

CERRETO SANNITA, City of Ceramics - Foundation' s City

Il paese è situato su di un colle nell'alta valle del Titerno, circondato dai torrenti Turio e Cappuccino, alle porte del Parco regionale del Matese. Fa parte della comunità montana del Titerno. Il comune di Cerreto Sannita si estende su una superficie di 33,3 km². Sino all'Unità d'Italia tale estensione era molto più ampia e comprendeva anche i due casali (frazioni) di Civitella Licinio e San Lorenzello, il primo divenuto frazione di Cusano Mutri ed il secondo comune autonomo.

Il territorio comunale, prevalentemente collinare, è cinto da ovest a est da alcuni rilievi siti alle pendici del massiccio del Matese. A ovest vi è Monte Erbano, la cui quota massima arriva a 1.385 m ed a nord-ovest Monte Cigno con un'altitudine di 675 m, separati dal corso del Titerno. A nord vi è Mont'Alto ed a nord-est Monte Coppe con circa 1.200 m di altezza.

 

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LA CITTA’

Il territorio comunale di Cerreto Sannita fu abitato sin dalla preistoria come testimoniano alcuni ritrovamenti d'età neolitica avvenuti alla fine del XIX secolo nei pressi di Morgia Sant'Angelo[3]. Lo storico romano Tito Livio nei suoi scritti citò il villaggio sannita di Cominium Ocritum, toccato da Annone, generale di Annibale, durante la seconda guerra punica.[4] Successivamente il nome Cominium Ocritum fu volgarizzato in Cominium Cerritum.

La Cerreto antica, edificata a seguito delle invasioni saracene, divenne un fiorente centro commerciale tanto da ricevere nel 1480 il titolo di città, concesso dal Re di Napoli perché:

« [...] residenza dei vescovi da più secoli, capo della contea, illustre per la nobiltà dei cittadini possessori di feudi, dovizioso per le ricchezze, ameno per l'aria, fertile per li terreni. Riguardevole per la magnificenza delle chiese e conventi, ornato di case palaziali [...]»

Feudo dei Sanframondo prima (1151-1460) e dei Carafa poi (1483-1806), nel XVII secolo divenne sede stabile della Diocesi Telesina oggi Diocesi di Cerreto Sannita-Telese-Sant'Agata de' Goti.

Il vecchio abitato venne distrutto dal terremoto del 5 giugno 1688. Di fronte a tale sciagura il conte Marzio Carafa, suo fratello Marino ed il vescovo De Bellis decisero di ricostruire l'abitato più a valle seguendo un progetto redatto dal regio ingegnere Giovanni Battista Manni.

 


 

IL CENTRO STORICO DI CERRETO SANNITA

THE HISTORICAL CENTER OF CERRETO SANNITA

Il centro storico di Cerreto Sannita si presenta in tardo stile barocco, ricco di scorci suggestivi, e con una regolare pianta urbana a scacchiera. Esso, infatti, è il risultato della ricostruzione all'indomani del terribile sisma del 5 giugno 1688, che distrusse il vecchio centro medievale; per questo motivo, è detto la "città di fondazione".

La ricostruzione in un sito diverso dal precedente, più a valle, venne decisa dal feudatario Marzio Carafa, appoggiato dal fratello Marino Carafa e dal Vescovo di Cerreto De Bellis, nonostante le vive proteste di alcuni cittadini.

Il progetto, o meglio, la "squadratura" delle aree e degli isolati della nuova cittadina fu affidato al regio ingegnere Giovanni Battista Manni di Napoli, che tenne presente la pianta di un rione di Torino. Questi successivamente progettò anche alcuni degli edifici più significativi, come le carceri feudali e la Collegiata di San Martino.

Tre furono gli isolati base che il Manni tenne presente, destinati ad altrettante tipologie abitative:

  • isolati a corte, nati per ospitare i palazzi dei signori;
  • isolati a spina, lunghi e stretti, per gli artigiani, gli operai ed il ceto meno abbiente;
  • isolati a blocco, per ospitare gli edifici di culto e del clero.

Alcuni ritengono che la ricostruzione di Cerreto Sannita sia avvenuta osservando dei criteri antisismici. L'arch. Nicola Ciaburri, studioso di urbanistica, preferisce parlare, più in generale, di "cultura della protezione civile".

Si notano, infatti, diversi accorgimenti antisismici nella costruzione della nuova Cerreto: murature molto spesse, larghe fino a circa un metro, capaci di resistere agli spostamenti di tipo orizzontale di una scossa sismica; cantine con copertura a volta, le cui mura interrate sono in grado di reggere qualsiasi carico venga dall'alto; una particolare distribuzione degli ambienti interni delle case, con la cucina al piano superiore e le camere da letto al pianoterra, in modo che fosse più agevolata l'uscita in caso di sisma notturno; infine, le strade larghe, e la dislocazione di tre grandi piazze nelle parti centrali, meridionale e settentrionale della cittadina.

Tuttavia, un elemento negativo che testimonia l'assenza di una vera e propria cultura antisismica è la costruzione delle abitazioni lungo i pendii, oggettivamente instabili, dei due torrenti Turio e Cappuccini.

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ARCHITETTURA RELIGIOSA

RELIGIOUS ARCHITECTURE

  • Cattedrale della Santissima Trinità: chiesa episcopale della Diocesi di Cerreto Sannita-Telese-Sant'Agata de' Goti, edificata fra il 1690 ed il 1736 e decorata da ricchi stucchi settecenteschi del Caldarisi e del Silva. Costituita da tre navate conserva sui numerosi altari pregevoli dipinti barocchi di autori locali e napoletani.
  • Collegiata di San Martino: imponente edificio sacro voluto dal Conte Marzio Carafa e progettato dal regio ingegnere Giovanni Battista Manni, progettista della cittadina. Il Tritta poi nel 1736 vi progettò le eleganti scalee, due diritte e due curvilinee, che danno accesso alla chiesa avente pianta a croce latina.
  • Ex Monastero delle Clarisse: completato nei primi anni del XVIII secolo e costituito dal monastero, del cui aspetto originario non resta quasi nulla, e dalla Chiesa, ricca di opere d'arte, con stucchi barocchi e con un ampio pronao interno pavimentato interamente con originarie maioliche cerretesi del '700.
  • Chiesa di Santa Maria: chiamata anche Santa Maria del Monte dei Morti o Madonna Assunta per la scultura che vi si venera in agosto. Costituita da un'unica navata con transetto e cappelle laterali, ha un imponente portale del 1754 ad opera del maestro scalpellino Antonio Di Lella su progetto del Tritta.
  • Chiesa di San Gennaro: grazioso tempio a pianta ellittica, edificato nel 1722 per volere dei coniugi Giuseppe Giamei ed Elisabetta Biondi, sovrastato da un'alta cupola a gradoni con filari di embrici maiolicati giallo e verdi. L'interno che nel XVIII secolo ospitava le riunioni dell'Universitas, ora è sede del Museo civico di arte sacra.
  • Chiesa di Sant'Antonio: primo edificio sacro completato nell'attuale Cerreto, era la chiesa del Convento dei Padri Antoniani oggi Palazzo Sant'Antonio (sede comunale), chiuso agli inizi del XIX secolo con le leggi eversive di Gioacchino Murat. L'attuale chiesa, con ricchi stucchi, è stata ridotta nelle sue dimensioni dopo che un terremoto nel 1805 fece crollare il transetto, la cupola ed il presbiterio, non ricostruiti.
  • Chiesa di Santa Maria di Costantinopoli: voluta dall'omonima confraternita, la più ricca nella Cerreto del XVIII secolo, ha pianta a croce latina ed è ricca di stucchi e di antiche tele salvatesi dal terremoto del 5 giugno 1688. Sull'altare maggiore è la scultura della Vergine del cerretese Silvestro Jacobelli.
  • Chiesa di San Giuseppe: edificata agli inizi del '600 e ricostruita dopo il 1688 a spese dell'abate Giuseppe Ciaburro che abitava nel palazzo sito quasi di fronte a tale luogo sacro, oggi sede della Comunità Montana del Titerno. Ad aula unica, conserva una cupola con affreschi barocchi ed un altare in stucco con colonne tortili. Attualmente è chiusa al culto.
  • Chiesa di San Rocco: capella citata già nel XVI secolo, ampliata per devozione della popolazione a seguito della peste del 1656 e ricostruita dopo il sisma del 1688. Custodisce una scultura settecentesca del Jacobelli. La vecchia chiesa sulla quale venne edificata l'attuale costituisce una cripta sepoltura, interessante sito che testimonia l'antica usanza di seppellire nei luoghi sacri.
  • Santuario della Madonna delle Grazie: costituito dalla chiesa e dal convento, edificati nel XVI secolo ma più volte ampliati nei secoli, è meta di continui pellegrinaggi. Vi si venera una scultura settecentesca della Vergine, risalente al '700 ed attribuita allo sculture cerretese Silvestro Jacobelli.
  • Chiesa della Madonna della Libera: edificata nel XVII secolo a spese dell'Universitas su di una preesistente cappella medievale, nel luogo dove sorgeva un antico tempio sannita in età romana dedicato alla dea Flora.

Altri edifici di culto sono la Chiesa di Sant'Anna, edificata nel 1460, la Chiesa della Madonna del Carmine, risalente al Medioevo ma ampliata nel XVII secolo, la Cappella della Madonna del Soccorso, citata per la prima volta nel 1638, la Chiesa di San Giovanni, del 1630 e la Confraternita della Madonna del Pianto.

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