La Ceramica Cerretese, la Storia
...UNA STORIA DA VIVERE E DA RACCONTARE!
... A STORY TO LIVE AND TELL!
LA CERAMICA CERRETESE
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I colori della ceramica cerretese sono il giallo, il verde, il blu e l'arancio, filettati con il manganese, per quanto concerne la gamma policromatica, e il celebre blu turchino, presente su gran parte della produzione di albari o albarelli da farmacia. I manufatti più conosciuti sono, senza dubbio, le acquasantiere. Ma notevole è la varietà di forme, oggetti e autentiche opere di ingegno, quali ad esempio i calamai, le guglie, i trionfi da tavola. |
| "La manipolazione della creta è nata con l’uomo in base ai suoi bisogni esistenziali", poi nel ‘700 è l’artigiano a custodire l’ordito ideale per la realizzazione plastica dell’opera d’arte. È questa manipolazione a racchiudere quindi il segreto sia del creato che della creazione! |
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| Una delle rinomate acquasntiere antiche | Alvarone in blu "turchino" cerretese | Piatto Cerretese a tesa geometrica con Leone |
Alcuni pezzi della collezione del Museo Civico della Ceramica Cerretese
LA CITTA’
Il territorio comunale di Cerreto Sannita fu abitato sin dalla preistoria come testimoniano alcuni ritrovamenti d'età neolitica avvenuti alla fine del XIX secolo nei pressi di Morgia Sant'Angelo[3]. Lo storico romano Tito Livio nei suoi scritti citò il villaggio sannita di Cominium Ocritum, toccato da Annone, generale di Annibale, durante la seconda guerra punica.[4] Successivamente il nome Cominium Ocritum fu volgarizzato in Cominium Cerritum.
La Cerreto antica, edificata a seguito delle invasioni saracene, divenne un fiorente centro commerciale tanto da ricevere nel 1480 il titolo di città, concesso dal Re di Napoli perché:
« [...] residenza dei vescovi da più secoli, capo della contea, illustre per la nobiltà dei cittadini possessori di feudi, dovizioso per le ricchezze, ameno per l'aria, fertile per li terreni. Riguardevole per la magnificenza delle chiese e conventi, ornato di case palaziali [...]»
Feudo dei Sanframondo prima (1151-1460) e dei Carafa poi (1483-1806), nel XVII secolo divenne sede stabile della Diocesi Telesina oggi Diocesi di Cerreto Sannita-Telese-Sant'Agata de' Goti.
Il vecchio abitato venne distrutto dal terremoto del 5 giugno 1688. Di fronte a tale sciagura il conte Marzio Carafa, suo fratello Marino ed il vescovo De Bellis decisero di ricostruire l'abitato più a valle seguendo un progetto redatto dal regio ingegnere Giovanni Battista Manni.
























